Alberto Agosti: mai smettere di appassionarsi

Con Alberto siamo coinvolti in una crescita costante e piena di soddisfazioni. Lui si definisce in una fase di maturazione automobilistica, oggi ne scopriamo la storia.

Una passione di famiglia

Alberto è stato cresciuto in un ambiente appassionato di motorsport. Fin da bambino era immerso in questo mondo, suo padre Eriberto infatti era un pilota e ha trasmesso l’amore per le corse automobilistiche ai figli: oltre ad Alberto anche il fratello Alessandro infatti è pilota.

Nel 1994 Alberto ottiene la sua prima licenza che lo vede impegnato inizialmente nel ruolo di navigatore nei rally, prima al fianco del fratello Alessandro e poi di tantissimi altri piloti. Partecipa in diversi Rally Alpi Orientali e Rally della Carnia. “Quell’esperienza per me è stata utilissima, oggi come pilota posso dire di aver imparato moltissimo affiancando talenti come Andrea Sikur e in altre occasioni vivendo in macchina errori di altri piloti meno dotati”.

Verzegnis Agosti

Una questione di atteggiamento

Anche Alberto conferma l’impostazione di Carmelo Fusaro sull’importanza della preparazione nelle gare. “È tutta una questione di atteggiamento mentale, soprattutto nelle gare in salita è la preparazione a fare il tempo migliore. Tutto va studiato nel dettaglio, sia dal punto di vista tecnico-meccanico, sia prestazionale”.

Contando proprio su quell’atteggiamento mentale, Alberto negli ultimi mesi è riuscito ad ottenere delle belle soddisfazioni . “Sono entrato nel 2017 nel mondo della gare in salita, in questo settore la sfida è sui decimi di secono. Riuscire ad essere competitivo e vicino ai decani di questa specialità, come è successo alla Salita del Costo, riempie di gioia”.

La Honda Civic EK4 e il futuro

Stiamo assistendo ad una costante crescita nelle gare in salita grazie al supporto della scuderia e del Direttore Sportivo Marco De Vecchi che ha lasciato proprio ad Alberto la sua Honda Civic EK4. “Marco conosce quella macchina a menadito, gara dopo gara abbiamo regolato gli assetti su di me, gli stati di guida di ogni pilota sono diversi e tararli ha richiesto un po' di tempo che però ha portato grandi risultati”.

Alberto è convinto che la sua gara del cuore deve ancora arrivare ma la Monte Erice del 2020 ha rappresentato un momento importante anche per lui visti i risultati conseguiti come la seconda posizione nella classifica assoluta CIVM per la sua categoria.

Per il prossimo futuro nutre vivo interesse per la Trento-Bondone, la più lunga gara automobilistica in salita: “È una sfida di 17 km dove conta la resistenza, riuscire a prepararla è molto impegnativo ma mi piacerebbe portare a casa un buon risultato”.

Quest’anno ha anche in programma le tappe di Verzegnis e Cividale: “Verzegnis è una gara cui sono molto affezionato perché è stata la mia prima gara in assoluto da pilota ma per motivi diversi non sono mai riuscito a giorcarmela coi primi quindi forse il mio sogno nel cassetto è di vincere lì. È un po' la sfida di casa, andrò a competere con piloti validissimi ma sento di poter fare bene…spero come minimo di impensierire gli avversari!”.

Infine c’è lo Slalom Trieste, Alberto si sta preparando a gareggiare con una vettura al top ma non vuole raccontare nulla di più per scaramanzia.

L’impegno e la scuderia di Centro Revisioni

“Questa mia passione richiede un vero impegno, mentale, economico e di tempo, ma sono fortunato perché sono supportato in questo”. I primi a fare il tifo per lui sono i suoi famigliari, Alberto però chiede loro di non seguirlo nelle gare per concentrarsi meglio. “Mio figlio è agonista di nuoto e ci divertiamo a confrontare i risultati alla fine del weekend!”.

Ci sono poi gli sponsor personali - Fast traslochi in primis - che contribuiscono alla sua passione e infine c’è la Scuderia di Centro Revisioni: “Sono felice e orgoglioso di far parte di un gruppo così affiatato. Gareggiamo con lo stesso approccio, sentimenti e passione comune fanno da collante e aumentano l’intesa tra noi. Andrea Maiani è la figura chiave per permettere tutto questo: il suo ruolo organizzativo e di supporto è fondamentale, senza di lui tutto ciò non sarebbe possibile”.

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