Il climatizzatore dell'auto è un impianto che va tenuto sotto controllo con la stessa regolarità del cambio olio o della sostituzione dei pneumatici. A differenza di questi, però, il suo stato non è quasi mai visibile a occhio nudo: per questo è utile sapere ogni quanto intervenire e cosa cambia realmente tra un semplice cambio filtro e una pulizia profonda.
Ogni quanto pulire il climatizzatore
Come indicazione generale, una pulizia profonda dell'impianto è consigliata una volta l'anno, in occasione del tagliando o comunque ogni 15.000 km circa.
Chi percorre molti chilometri per lavoro, chi soffre di allergie, o chi utilizza mezzi vissuti a lungo come van e camper, può valutare un intervento più frequente, indicativamente ogni sei mesi.
Le due componenti dell'impianto da tenere distinte
Per capire perché la frequenza consigliata è questa, è utile distinguere due componenti dell'impianto che spesso vengono confusi:
- Il filtro abitacolo è l'elemento più noto e più facile da sostituire: trattiene polvere e polline, ma la sua funzione di filtraggio ha dei limiti fisici e non incide su ciò che si trova più avanti lungo il percorso dell'aria.
- L'evaporatore è invece il vero punto critico, perché non si sostituisce ma va pulito periodicamente. È la parte del climatizzatore che raffredda l'aria e, nel farlo, genera condensa sulle proprie lamelle. Ed è proprio nella condensa che si creano le condizioni ideali perché sporco e agenti biologici si accumulino nel tempo, in un ambiente chiuso e poco ventilato.
Sostituire solo il filtro, quindi, non interviene sull'evaporatore: è un'operazione utile ma parziale.
Come funziona il trattamento airco well® di TUNAP
Il servizio che proponiamo da Centro Revisioni segue un protocollo in due fasi, pensato per intervenire sull'intero percorso dell'aria e non solo sul filtro.
Fase 1 — Misurazione della qualità dell'aria
Prima di intervenire, misuriamo la qualità dell'aria che esce dalle bocchette, rilevando la presenza di eventuali impurità come funghi e batteri. Questo passaggio permette di valutare oggettivamente lo stato dell'impianto, invece di basarsi solo su percezioni soggettive come l'odore.
Fase 2 — Pulizia a doppia azione
Si procede smontando le parti necessarie per accedere al vano filtro, che viene igienizzato insieme ai condotti adiacenti. Successivamente si interviene sull'evaporatore con un lavaggio che combina azione chimica e meccanica ad alta pressione, in grado di raggiungere le lamelle interne dove si concentra la maggior parte dello sporco. Il metodo utilizzato è approvato a livello internazionale dall'associazione europea per la ricerca sulle allergie (ECARF), un dato che ne conferma l'adeguatezza anche per i soggetti più sensibili. Il prodotto impiegato è inoltre anallergico e privo di profumazioni aggressive.
L'intero intervento richiede circa due ore, motivo per cui consigliamo di abbinarlo al tagliando, quando il veicolo è comunque fermo in officina.
I vantaggi misurabili di un impianto pulito
I benefici di una pulizia profonda non riguardano solo la sensazione soggettiva di un'aria più fresca. TÜV Thüringen ha certificato che la pulizia dell'evaporatore con questo metodo aumenta in modo significativo il flusso d'aria dell'impianto, con due conseguenze concrete: un climatizzatore più efficiente, che consuma meno energia per raggiungere la temperatura desiderata, e, nei mesi freddi, una riduzione dell'appannamento dei vetri, con un beneficio diretto sulla visibilità e sulla sicurezza alla guida.